Diario di viaggio by Christoph Niemann

Agosto 14th, 2010

Christoph Niemann's visual diary from New york to Berlin

Dall’autore di “I Lego N.Y.” un altro mini-diario poetico e divertente. Chi non si riconosce?

Nella Strada

Agosto 5th, 2010

La foto della Strada

Ci sono strade che hanno tradizioni importanti, un carisma architettonico, un certo fascino impalpabile, oppure una storia prestigiosa. Quella dove abito io non ha nulla di tutto questo. È una strada qualunque, in una zona di Londra che non gode di ottima reputazione. Non la conosce nessuno, a parte quelli che vi ci abitano. Già qualche strada più in là, se chiedi indicazioni, è probabile che i passanti ne ignorino l’esistenza. Nessuno da queste parti si interessa alle strade che ha intorno: quelle importanti sono in centro, dove ci sono negozi, posti di lavoro, ristoranti e locali notturni. Qui c’è solo gente che vive vite tranquille, che fatica ad arrivare a fine mese, che non ha i soldi per rinnovare la facciata, che chiede sussidi allo stato, e così via. Continua a leggere »

Il tempo materiale di Giorgio Vasta

Giugno 6th, 2010

Il tempo materiale di Giorgio Vasta

L’ho bevuto tutto in un sorso questo primo romanzo di Giorgio Vasta (Minimum Fax, 2008). L’ho amato per la scrittura vertiginosa, il lessico preciso, il ragionamento limpido. Il tempo materiale parte da un’idea originale, tre pre-adolescenti che rimangono affascinati dal terrorismo negli anni di piombo, e la coniuga con una struttura drammatica tradizionale, che porta ad un escalation della vicenda. L’invenzione stilistica è che i bambini parlano e pensano come veri terroristi adulti. Lo scarto fra il linguaggio e i personaggi a cui appartiene crea uno sfasamento, un giramento di testa, un brivido. Il contesto è la Palermo di fine anni settanta, che io ricordo da bambino, ma di cui avevo anche dimenticato molti dettagli, come il leone di Villa Giulia o i pony di Villa Sperlinga e i nomi di negozi ora scomparsi. Per molti versi la storia che racconta Vasta sarebbe potuta accadere ovunque, ma la precisione del contesto aiuta a darle una colorazione precisa. Alla fine il romanzo è soltanto in parte uno studio delle inquietudini che attraversano l’infanzia, è anche un commento sulla mentalità e l’ideologia del terrorista che, in modo perverso, è alquanto infantile.

Tags: ; ; ; ; ;

Gli intolleranti

Maggio 21st, 2010

Cosa hanno in comune una donna cacciata da un piscina per un costume troppo vistoso, un uomo picchiato per strada perchè bacia il suo partner, e l’interdizione dalla visita ai pubblici uffici cittadini per le mogli che si coprono il viso? Sono tutte cose che accadono in Italia. Meglio documentarle.

Gli intolleranti -- blog sull'Italia razzista

Otto modi di vedere Palermo

Maggio 14th, 2010

I
Dal finestrino dell’aereo, di notte. Filiera di luci riflessa su mare nero. Appare solo per un attimo e ti sembra quasi di sentire l’odore di casa. Questo perché gli occhi governano anche gli altri sensi. Poi, l’aereo si avvicina a destinazione e la Città scompare dietro le montagne. Su una di queste una volta si scagliò un aereo. A bordo c’era una zia che non conobbi mai. Di quel fatto non si ricorda quasi più nessuno. Ecco perché lo scrivo.

II
Dal Monte, seduti sotto i pini. Mosaico di calcestruzzo, che si tinge di rosa quando tramonta il sole. È romantico, in un certo senso. Anche se la si osserva da soli. Come faceva quella vergine bionda che fuggiva dalla città araba e da un’offerta di matrimonio, ma allora il cemento non c’era.

III
Dal cavalcavia di via Belgio, in auto. Dove guidare è un film in lenta moviola. Dove non ti sganci un millimetro dalla prossima auto, altrimenti perdi. Dove la vita è purgatorio. Dove, forse, stai già maturando un cancro ai polmoni. Dove ti troverai di nuovo domani mattina. Continua a leggere »

Gli ambulanti — nuovi eroi americani

Maggio 5th, 2010

Street vendor Duane Jackson in Times Square New York

Quando giri per la strade di Manhattan sono un po’ dappertutto. Vendono caffè e ciambelle, kebab e noodles nei loro botteghini semovibili. Sono la più antica frontiera del precariato, uomini e donne che nessuno nota, ma che fanno parte del panorama. Ci sono da sempre e non importa che facce abbiano, perchè sono intercambiabili. Come i loro colleghi in altri continenti, sono ai margini della società; vivono e commerciano nella città più cosmopolita del mondo, ma rimangono sempre nei due metri quadri del loro angolo di strada, in balia degli agenti atmosferici, dei pochi margini di guadagno e della concorrenza spietata. Allo stesso tempo parassiti e vittime della società iper-capitalistica.

A questa schiera di americani di seconda classe appartengono Duane Jackson e Lance Horton, rispettivamente venditori ambulanti di borse e magliette in quel caotico bazar all’aperto che è Times Square. Entrambi afro-americani, entrambi reduci del Vietnam. Il loro curriculum racchiude la storia di una generazione e le contraddizioni di una società e cioè la storia di migliaia di adolescenti neri spediti a combattere una guerra assurda e lasciati a cavarsela da soli se avevano la fortuna di tornare tutti di un pezzo. Continua a leggere »

Come Facebook ti ha cambiato la vita – un manifesto

Aprile 27th, 2010

1 – Avevi l’opzione di non iscriverti. Ci hai pensato per un po’. Hai resistito per mesi. Hai deriso chi c’era. Ti annoiavi a sentirne parlare. Declinavi gli inviti giunti per email. Hai resistito alle pressioni. Poi un giorno, improvvisamente, sei andato online. E l’hai fatto.

2 – Ora ci sei anche tu. Con nome e cognome, e la foto in cui sei venuto meglio per profilo. Devi compilare le Info. Quelle di base, ok. Ma interessi e preferenze? Devi fare un po’ di introspezione. Non la facevi da tanto. É solo passato qualche minuto e già è successo qualcosa di straordinario: Facebook ti obbliga a guardarti dentro.

3 – Sarà il caso di mettere delle foto? E la privacy? Sei titubante. Perlustri il tuo hard-disk. Ne carichi una mezza dozzina, con riluttanza. Neanche hai terminato e c’è qualcuno che ha lasciato un commento. È di uno dei soli due amici che hai finora in bacheca. Sorridi. L’interazione a distanza è emozionante. Ritorni sull’hard-disk. C’è la laurea, il viaggio a Barcellona, la festa di matrimonio. 235 foto. Ora sono tutte online, per i tuoi amici. Continua a leggere »

Ma gli elefanti non volano

Aprile 23rd, 2010

Se me l’avessero detto prima di avere una figlia, una delle cose che mi avrebbe sorpreso di più sarebbe stata la considerazione che si impara dai bambini tanto, o più di, quanto s’insegna. O forse l’avrei trovata banale, stucchevole. Non che avessi esaminato la questione in profondità, ma quattro anni e mezzo fa, alla vigilia della nascita di Leyla, avevo una visione stilizzata e romantica della paternità, quella del tenero educatore che svela i misteri della vita alla prole. La realtà – c’è bisogno di dirlo? – è del tutto diversa. Continua a leggere »

Con gli apprezzamenti della Lega…

Aprile 18th, 2010

All’università di Bristol il dipartimento di geografia non è uno dei più quotati. Si, la Sicilia è ancora effettivamente parte dell’Italia, e anche la Sardegna…

La Sicilia e l'Italia

La mia generazione

Aprile 1st, 2010

Che merda, la mia generazione.
Un’accozzaglia di rassegnati, conformisti, brainwashed,
esiliati, straccioni, pavidi, naif apatici, bohémiens perbenisti.
Ha avuto in dono i Borsellino, i Falcone, gli Scopelliti;
ha prodotto i Gasparri, i Minzolini, le Carfagne.
Ha ereditato un paese in rivoluzione
(quella del Novantadue, l’unica che sia mai accaduta in Italia);
l’ha trasformato in un’entità grottesca.
È bastato un Ventennio, o poco meno.

Cos’è andato storto?
Cosa c’era di male a guardare Drive-in
a ridere per Vacanze di Natale
a eccitarsi per Federica Moro
a sognare il Moncler?
Quale percorso ci ha portato dalla caduta del Muro di Berlino
alle docce del Grande Fratello?
È stato Umberto Smaila a toglierci il primo pezzo di libertà?
È stata Maria De Filippi ad anestesizzare il processo di evirazione?
Ci vorrebbe un colpevole,
uno che non sia Cavaliere,
perchè questa generazione, la mia,
non aspetta altro che
autoassolversi. Continua a leggere »