Batman begins di Christopher Nolan

Dopo due tentativi andati a buca siamo riusciti - all’ultimo giorno, mentre già al cinema Golden rimescolavano le lettere del tabellone per annunciare il nuovo film in programma - a vedere il nuovo film di mio compare (stessa università, stessa “film society”, non per vantarmi) Chris Nolan. Un regista che si è fatto da solo partendo da un film girato nei sabati pomeriggio con quattro disgraziati e una 35mm presa in prestito all’associazione cinematografica dell’UCL. All’epoca ne uscì “Following“. Pochi mezzi, ma bella sceneggiatura. Dopo fece “Memento”, dal quale di nuovo si capiva che la narrazione era il suo forte. Il terzo film (scusate l’excursus) fu “Insomnia”, un remake di un bel film che, rifatto da uno studio americano, poteva solo peggiorare. Il gusto per la svolta nel plot, per la caratterizzazione non stereotipata dei personaggi, riemerge invece in questo Batman, serie che aveva impressa la sacralità buffa della regia di Tim Burton. Nolan non ne avrebbe potuto trarre un film più diverso e ha ottenuto un risultato straordinario.

Con tutti i film di supereroi che circolano, gli effettacci o i combattimenti acrobatici non mi dicono molto. Il punto forte qui è la storia. Nolan procede alla demitizzazione del personaggio soffermandosi a lungo sulle premesse caratteriali che fanno scelgliere a Bruce Wayne di vestire in nero, volare sui tetti e inseguire il crimine. E tutto pare perfettamente ragionevole.

Wayne deve attraversare un training da ninja sulle montagne dell’Himalaya (in realtà è l’Islanda) per acquisire le abilità tecniche che userà in seguito: ma vi pare che a combattere da Batman ci si arriva facendo la vita del pollastro milionario? Dopo Princeton si perde nei bassifondi del crimine, dove cerca di neutralizzare il suo senso di vendetta picchiandosi e facendosi picchiare rinchiuso, da innocente, in un campo da detenuti da qualche parte in Asia. Siamo molte miglia lontani da Gotham city, dove intanto il consiglio di amministrazione della società del padre (defunto) lo ha dato per morto; ma lo aspetta il fedele maggiordomo, che poi diventerà suo complice.

La prima ora del film è superba. Tutto lavoro sul personaggio. Non lo vediamo ancora in costume. L’interprete, Christian Bale, che era ridotto a una stella filante in “L’uomo senza sonno”, qui è muscoloso e atletico. Gradevole di aspetto, ma non troppo bello, non finto.

Poi entriamo nel vivo della vita di supereroe, con i supercattivi, gli inseguimenti volanti, gli sciami di pipistrelli. Ma la storia continua a reggere, pur incanalandosi nei sentieri classici del genere.

Mia fissazione. Ancora una volta il casting azzeccato against the type amplifica il potenziale della storia. Michael Caine, di solito duro super cool, fa il maggiordomo; Gary Oldman, da Dracula in poi sempre cattivo, è un quieto poliziotto di quartiere che rifiuta la corruzione; Liam Neeson non è il mentore buono di Guerre Stellari, ma cattivo, cattivissimo; di Christian Bale ho gia detto. Buono anche Rutdger Hauer. Detrae alla qualità del casting Morgan Freeman che fa la parte del solito… Morgan Freeman. In generale comunque l’idea di Nolan è di usare un eccezionale cast di comprimari per dare spessore ai personaggi secondari.

Siamo rimasti in sala per vedere i primi tre minuti di proiezione che avevamo perso e per poco non abbiamo ceduto alla tentazione di rimanere per rivedere l’intero film. Meno male, all’uscita la macchina era in panne, batteria a terra, forse bobina bruciata. Siamo tornati a casa con procedure di emergenza. I mezzi, e la vita, di Batman esistono solo nei film, per fortuna.

One Response to “Batman begins di Christopher Nolan”

  1. mannotpixel.com » Blog Archive » The Dark Knight di Christopher Nolan L'imponderabilità della vita quotidiana :

    […] Nolan perde qualcosa rispetto al primo nella scelta drammaturgica, cioè in quello che più conta. Batman Begins era la storia di un giovane che trova la propria strada nella vita affrontando le sue paure più […]

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