Campbell House, residenza universitaria
“The gentleman pays cash”
Così mi ha apostrofato, in tono derisorio, la receptionist della residenza universitaria dove abitiamo, dopo avermi chiesto “ma proprio non ce l’ha una carta di credito?”. No, in questo momento no. Certo, il fatto che per ora non ne abbia una valida la dice lunga sullo stato delle mie finanze. Ma da lì a passare per un pezzente perché pago il conto (e neanche una cifra vertiginosa, di quelle che ti brucia nelle tasche) in contante…
Incontri globali
Cucina comune della residenza. dodici fornelli elettrici, due bollitori d’acqua (le kettles), due tostapane, due microwave. Mentre apro il cestino Sainsbury con un pasto indiano precotto per due (£ 6.99), con sei portate distinte da infilare nel microonde a distanza di due minuti e trenta l’una dall’altra, entra un ragazzo indiano quasi mio coetaneo. Lui tira fuori dal sacchetto un pizza margherita surgelata, anche quella da mettere nel microonde. Siamo uno di fronte all’altro per qualche secondo. Forse lui valuta il sapore del mio chicken tikka nel vassoio di plastica e io penso alla sua margherita con la mozzarella rattrappita. Dopo mangiato siamo entrambi soddisfatti del pasto e mi viene da riflettere su quanto è stata lunga l’evoluzione sociale che ha portato due culture a confrontarsi in questa maniera.
Look, a baby!
All’arrivo nella residenza la manager mi guarda sbigottita. Si, c’è proprio una bambina con noi, come avevo detto al telefono, quando ho prenotato. Ma è contro il regolamento anticendio! Ma che razza di regolamento è, penso. Comunque ormai siamo qui. È non è soltanto la residenza a essere baby unfriendly, the Girl avverte una certa tensione quando allatta in un cafè. Ho dovuto raccontarle che mesi fa una donna è stata denunciata alla magistratura per lo stesso atto. La cultura britannica è polarizzata sull’allattamento. Dei nostri amici ci raccontano che alcune donne si organizzano in gruppi per andare ad allattare in pubblico e provocare deliberatamente una reazione. C’è molta militanza su questo tema contro una riprova sociale puritana che è ancora forte. E intanto attiriamo l’attenzione anche per il nostro passeggino (imprestato) che in Italia faceva la sua bella figura, qui invece sembra minuscolo e misero di fronte a quelli supertecnologici che incrociamo per la via, dei veri e propri fuoristrada, capaci di superare ostacoli e barriere che qui, al contrario che a Palermo, non esistono.
Luglio 12th, 2006 at 3:46 am
Ti svelo l’arcano. I neonati sono un “hazard” perche’ il famigerato regolamento impone che in ogni stanza dorma un numero di persone uguale al numero di letti, quindi non sono contemplati i bebé che dormono della culla da campeggio (di triple comunque non ce n’erano e Leyla non puo’ ancora stare nel letto).
Per quanto riguarda i passeggini devo dirti Franza che in una delle zone piu’ chiccose c’e’ un negozio di hyperpasseggini dove non ti permettono neanche di fare le foto per non farsi rubare il design.
Luglio 12th, 2006 at 4:18 am
Franz, forse per sbaglio ho cancellato il tuo messaggio, scusa!
n
Luglio 13th, 2006 at 3:13 pm
che in ogni stanza dorma un numero di persone uguale al numero di letti…
quindi se uno si porta in stanza la fidanzatina, sul più bello scatta l’allarme? (il già noto virgin alarm). piuttosto traumatico…
Luglio 15th, 2006 at 3:09 pm
si ANFAMOOONEEEEEEEE