Tre cavalli

Nel mio viaggio di due settimane in Turchia ho portato con me un solo libro, Tre Cavalli di Erri De Luca. L’ho messo all’ultimo momento nel bagaglio a mano preferendolo ad altri in base alla leggerezza piuttosto che al contenuto. Di che parlava infatti non lo sapevo.

In quindici giorni ho letto Tre cavalli quattro volte. La prima volta di getto, rinchiuso in una stanza mentre si esaurivano i primi riti di accoglienza che si fanno quando non si vedono affetti da molto tempo. La seconda a saltare. Me lo tenevo vicino al letto o me lo portavo in bagno per ripescare alcuni tratti che mi avevano emozionato. La terza volta l’ho letto in profondità, di nuovo tutto intero, stando attento a non sottovalutare nessuna frase e scoprendo che c’erano alcune cose di cui non mi ero accorto o che non avevo capito. La quarta l’ho letto svogliatamente, non avevo altri libri, ma ridendo e commuovendovi ancora una volta.

Tre cavalli è bello perché i confini tra autobiografia e finzione sono sfumate, ammesso che scrivere di sè non sia pure invenzione. Mi ha conquistato per le frasi nette e pulite, che corrispondono a riflessioni e sensazioni maturate a lungo e perciò distillabili. In Tre cavalli non si trova nessun participio passato e l’uso del presente in una storia che rimbalza avanti e indietro nell’arco di trent’anni “scimunisce”, come il direbbe il protagonista. In Tre cavalli si fa anche molta economia di articoli, senza di essi le parole mi sono sembrate frecce più appuntite. Il romanzo incede lentamente, scavando nell’uomo che lo racconta, e poi avviluppa il lettore in un finale che sospende il fiato. Roba da grandi narratori, roba da rileggerselo quattro volte.

Negli intervalli tra le letture il libro è servito da cuscinetto per la testa nella sdraio di plastica, da arma contro gli insetti, da ferma porta. È lo stesso Erri De Luca a consigliare quest’uso dei libri. Che girino di mano in mano, dice, e che muoiano di morte naturale piuttosto che di proprietà privata in uno scaffale impolverato. A tale morte Tre cavalli si è avvicinato seriamente quando è finito nelle mani di Leyla che ne ha usato gli angoli per lenire il prurito dei suoi denti emergenti.

Fotogramma congelato di Leyla con il libro
Leyla imbocca Tre cavalli di Erri de Luca

Foto a velocità normale del soggetto
Leyla divora Tre cavalli di Erri de Luca

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One Response to “Tre cavalli”

  1. mannotpixel.com » Blog Archive » Il giorno prima della felicità di Erri De Luca L'imponderabilità della vita quotidiana :

    […] dalla poesia: pieno di ellissi, immagini fulminee, cambi di tempo repentini. Anni fa avevo aperto Tre cavalli e non riuscivo più a chiuderlo, lo lessi quattro volte di seguito. In Il giorno prima della […]

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