Liste

Mi rendo conto ora che il mio tavolo di lavoro è affollato di liste. Su una c’è scritto “academic”, è la più lunga, e contiene le cose che devo fare per lavoro da qui a settembre. Un’altra si intitola “books” ed è la lista, che continuo ad aggiornare, dei libri da leggere, comprare o far comprare alla biblioteca nei prossimi mesi. Un’altra ancora si chiama “life” e mi ricorda le cose che devo/voglio fare se non voglio perdere di vista me stesso. In tasca ne ho anche un’altra scarabbocchiata ieri durante una riunione interminabile che si chiama “Detroit” ed enumera quello che devo fare in preparazione per la partenza dopodomani. Sono arrivato alla conclusione che c’è una differenza di qualità tra la vita di uno che ha bisogno di quattro liste per andare avanti e uno che non ne ha bisogno e ho l’impressione che stia meglio quest’ultimo!

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