Vacanze, queste sconosciute.
Dopo anni di parto-per-lavoro-ma-magari-ho-un-mezzo-pomeriggio-libero e di andiamo-a-trovare-i-miei-ma-forse-riusciamo-a-uscire-qualche-sera o al massimo di si-parte-sabato-mattina-presto-si-torna-domenica-sera-anche-se-distrutti, ecco finalmente le Vacanze.
Abbiamo caricato asciugamani e costumi, una mezza dozzina di letture “da spiaggia” (per ottimismo; abbiamo letto al massimo un libro in due), infradito e creme solari e siamo andati una settimana in Croazia, da Fra e Ale, in vacanza, appunto. Ci eravamo talmente disabituati che sembrava quasi irreale essere in una situazione in cui le scelte più assillanti erano in quale spiaggia andare e se mangiare pesce o carne per cena. Certo è stata dura non controllare quasi mai le mail, non correggere tesine, nè lavorare a qualche articolo, non concentrarsi su una lezione da preparare. Ma ce l’ho fatta.
Abbiamo visto luoghi bellissimi (le coste e le isole sono ancora verdeggianti, l’acqua cristallina), ma il punto più alto del viaggio ha avuto luogo l’ultimo giorno, lunedì, quando Leyla ha finalmente nuotato in un salvagente con disegni di topolino e paperino. Tra i gridolini di eccitazione è riuscita a dire a The Girl che guardava dalla riva “I did it, Mum!”. In quel grido di soddisfazione liberatoria si poteva sentire la sua lotta interiore durata una settimana tra il desiderio ardente di galleggiare come Sebastiano, il suo amichetto coetaneo che era sempre in acqua, e il timore della novità e di quella forza della natura che è il mare. Sembra niente, ma entrando in quel salvagente Leyla è riuscita ad affrontare le proprie paure recondite con un gesto di azzardo e di fiducia (verso suo padre che la incoraggiava): una situazione, e una soluzione, che prefigura molte altre simili che si troverà ad affrontare nella sua vita.
Certe volte le cose importanti succedono durante le vacanze.
Luglio 4th, 2008 at 6:26 am
Aaaaaaargh ti invidio!!!!
Luglio 10th, 2008 at 11:30 am
Ieri eravamo in spiaggia in un posto dove siamo stati insieme durante la vostra permanenza e Sebastiano ha detto tutto contento: Ico, Lella, Nene! Ogni tanto vi ricorda così.