Il divo di Paolo Sorrentino

In una sera estiva romana dove camminare fa sudare sono entrato in un rifugio d’aria condizionata e ho visto Il divo di Paolo Sorrentino. Non era solo per evitare il caldo, è che a Londra la distribuzione di un film su Andreotti, sebbene apprezzato dalla critica, non è esattamente una priorità, ancora non se ne parla. Il film mi ha coinvolto sin dal primo istante, mi ha risucchiato in un vortice, tant’è vero che mi è sembrato brevissimo, ma quando è finito erano passate due ore. Il lavoro sul personaggio è molto meticoloso, nei gesti, l’aspetto e le parole, e Andreotti diventa talmente autentico da sembrare surreale – lo è, se uno ci riflette. Delle vicende italiane influenzate da questo personaggio non si capisce molto, bisogna conoscerle a prescindere, ma Andreotti viene fuori nella sua complessità e misteriosità umana. Non è un film che segue un teorema, è questa è la sua forza maggiore, ma ha il pregio di farci tornare a riflettere sulle responsabilità storiche di questo personaggio, responsabilità che trascendono quelle di fronte alla giustizia. Dopo la sua sua quasi-assoluzione ai processi che lo riguardavano forse quest’opera può invertire la tendenza che proponeva Andreotti come un innocente ingiustamente perseguitato.

2 Responses to “Il divo di Paolo Sorrentino”

  1. Franz :

    Caro Nicola…ti invidio. Non vivi più in italia e questo fa di te un privilegiato. Se Andreotti ti sembra surreale è solamente perchè non segui da dentro le ultime vicende politiche italiane. Perchè noi oramai siamo ad un livello tale di….che l’intera europa dovrebbe preoccuparsi…siamo in una dittatura checchè se ne dica. Ovviamente in sicilia la realtà supera la finzione….ma si sà noi siamo sempre i primi.

    http://it.youtube.com/watch?v=Be8Yoh6R_TY

  2. nico :

    Molto interessante. Stille è uno intelligente, il suo libro sulla mafia negli anni ottanta mi è piaciuto molto. Io qua quando mi chiedono non so mai come spiegare la situazione, cioè come spiegare che gli italiani accettino tutto questo. Abbiamo visto con Zeynep anche il resto del documentario penso sia molto educativo, anche se con qualche ingenuità.

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