Oggi ricorre
Oggi, anzi domani, ricorre il quinto anniversario di questo blog. Un sacco di tempo, in cui per me sono cambiate molte cose: geografie, persone, lavori, affetti, interessi, stimoli. Il blog più o meno ha riflettuto questi cambiamenti, ma spesso bisogna sapere leggere fra le righe, perchè senza un po’ di pudore un blog diventa una confessione resa a un giudice, e non è più interessante.
Potrei mettermi a riflettere su cosa è questa cosa che è cresciuta in cinque anni, con più di 500 posts, centinaia di visitatori al giorno, e quasi mille commenti (non tanti, è vero, ma li ho sempre letti con avidità), ma una riflessione di questo tipo l’ha già fatta Luisa Carrada e praticamente sottoscrivo tutto quello che lei dice in questo post.
Posso solo aggiungere/confermare che per me un blog è soprattutto un modo di vedere le cose. Là fuori, nella vita di tutti i giorni, ci sono storie, frammenti, che sembrano aspettare di essere trasformate in un post. Il formato del post, così informale, sbarazzino permette di cogliere l’ironia, talvolta la malinconia, di una situazione senza appesantirla troppo con la ricerca di uno stile. Se pubblico un pezzo su una rivista lo rivedo e lo sfoltisco molte volte, non voglio deludere i lettori paganti; anche nel blog i lettori rivestono un ruolo importante, ma tutto è più effimero, alla fine chi non è interessato passa avanti, posso conservare l’immediatezza dello stimolo che mi ha portato a scrivere. Dopo anni di esercizio, ho cominciato a vedere nella vita quotidiana “situazioni da post”: l’esistenza del blog evidenziava aspetti della realtà su cui prima non mi soffermavo. Un modo di vedere, appunto.
Per celebrare il quinto compleanno del blog ho creato una specie di categoria antologica “Anno quinto: il meglio del blog” con una trentina di post particolarmente significativi per me. Una specie di mini-guida per ogni nuovo lettore che non ha la voglia e il tempo di scavare negli archivi.
E ora, vado a spegnere le candeline.
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