Lettera a un turista di Edimburgo
Caro turista, a Edimburgo ci puoi arrivare, come me, in treno, in quattro ore e mezzo da Londra. Naturalmente sei libero di scegliere un altro mezzo, c’è anche un aereoporto. La stazione è situata al centro della città, quando esci dal vagone ti accoglierà una folata di vento, che poi ti accompagnerà per il resto della tua permanenza. In qualunque stagione dell’anno portati un impermeabile. Quando esci dalla stazione, in qualunque direzione, il paesaggio architettonico è incantevole. C’è ancora un forte sapore medievale e davanti ad alcuni luoghi d’élite, sorprendentemente, perfino uomini in kilt, la gonnella a scacchi che non richiede depilazione per essere indossata.
Se non hai un amico o un parente, caro turista, andrai in albergo. Spero che però non farai, come me, l’errore di scegliere il Travelodge, dove le stanze fanno puzza d’ammoniaca, il personale è scortese e i clienti sono potenziali vandali. Se hai pochi denari molto meglio il vicino High Street Hostel, dove hanno anche delle doppie. Se hai qualche soldo in più allora scegli il Radisson.
Nei giorni che passerai a Edimburgo sarai immerso nella bellezza e nella storia. Passeggerai lungo il Royal Mile, visiterai la cattedrale di St.Giles e il castello cittadino. Magari ti farai attrarre da uno dei tanti whisky tour. Se hai fame, sappi che i nativi sono amanti di salmoni e bistecca, cucinati in diversi modi. Io invece ho scelto due ristoranti vegetariani, da Bo’s in Blackfriars street e David Bann in St Mary street, dove ho mangiato delle memorabili frittelle di melenzane con una torta di farina di ceci. Una sera invece da Le Sept, in Hunter Square, ho mangiato escargots (si, lumache, hai capito bene) e coq au vin, innaffiato da un Cote du Rhone - se bisogna celebrare qualcosa la cucina francese si presta meglio di quella scozzese. Per colazione, hai la scelta se intossicarti con un full british breakfast o andare da Always Sunday, per una colazione organica, con cereali, yoghurt, e smoothies alla frutta tropicale. Se sei uno che si adatta ai costumi locali, sappi che gli scozzesi mangiano il salmone anche a colazione. E buona fortuna. Infine, ti sorprendo di nuovo, a Edimburgo fanno un ottimo caffè se vai da Black medicine, un cafè dove ti puoi rilassare e infatti la gente ci passa delle ore, spesso attaccata a internet con il laptop.
E allora, caro turista, un giorno tornerai nella stazione di Waverley (così si chiama) per risalire su un treno che farà il percorso inverso, attraverso sconfinate distese popolate da pecore e vacche, e mentre guardi sonnecchiando dai finestrini, ti torneranno in mente gli occhi blu cristallo dei nativi, le torri che si stagliano sulla luce del crepuscolo, e il destino di migliaia, milioni, di poveri salmoni.
Giugno 27th, 2009 at 4:31 pm
Mi piacciono molto i salmoni, li mangerei anche a colazione.
Forse dovrei trasferirmi a a Edimburgo?
ciao Nico!
Giugno 28th, 2009 at 4:46 pm
Mi sa tanto di si!