Nel corso del tempo

Nel corso del tempo. Il titolo di un vecchio film di Wenders che non ho mai visto, ma che mi ha sempre attratto perchè, già dal titolo, è un invito a riflettere su come la vita ti plasma e modifica.

Mi viene in mente ora che siedo in un cafè su Broadway, nell’Upper West Side. Sono a New York. Proprio nell’incrocio di strade dove per la prima volta ho scoperto questa città. Sono passati sedici anni. O diciassette? Ma l’impressione che avevo avuto allora fu così forte che quasi mi rivedo a camminare in queste vie. Molto era diverso allora in questa zona. Non c’erano i cafè con i wi-fi ovviamente e molti dei condomìni abitati allora da diseredati sono adesso hotel di buona fattura. I barboni per strada sono quasi del tutto scomparsi, forse trasferitisi qualche miglio più in là.

Dopo i piccoli sconvolgimenti londinesi penso che questo sia un buon posto per ritrovarsi con le proprie passate incarnazioni, rimettersi in cammino e concentrarsi sulle piccole cose importanti che rendono straordinaria la vita. Perchè allora come ora, penso che ci sia poco di ordinario a New York. Forse è una caratteristica che alla lunga è intollerabile – l’uomo è un animale sociale incline a seguire le stesse abitudini – ma potrei scoprirlo solo se vi abitassi per lungo tempo. Forse alcune delle distrazioni che offre New York sono futili, ma assistere a una slam poetry night – una serata dove chi è capace si mette davanti a un microfono e interpreta una poesia di cui è autore – mi ha messo in contatto con persone che credono nella propria creatività, senza alcun fine, se non godere della soddisfazione che deriva dall’esercitarla.

Quando invece sono andato al Barbès, ho messo l’orologio indietro non di sedici, ma di tre anni. Mi è venuto il magone a tornare in quella stanzetta di Brooklyn dove si suona il gypsy jazz e poi si passa il cappello. Mi sono ricordato di quella sensazione che avevo avuto, del momento in cui si scorda tutto e si ascolta solo la musica, nello spensierato ottimismo che l’imminente futuro ti porterà solo un’altra nota di un’avvolgente scala pentatonica. Nello scarto tra questi due momenti simili (ora e tre anni fa) misuro come sono cambiato, nel corso del tempo…

Leave a Reply