L’uomo che Twitter due volte

La notte era finita da un pezzo quando Nando si svegliò. Voleva ancora indugiare nel letto qualche minuto, prima di correre, lentamente, in ufficio. A tentoni cercò il Nokia per collegarsi su Twitter e aggiornare lo status: “Appena sveglio. Ho bisogno di caffè… anche virtuale!”. Lo stesso scrisse su Facebook, sul PC che teneva in soggiorno, sempre in standby. Nel tempo di fare la doccia e vestirsi, qualcuno avrebbe sicuramente commentato, o almeno cliccato sul “ti piace”. Pensava soprattutto a Vale, Lorenzo o Nikki78. Quando finì di vestirsi aveva già controllato tre volte: nessun commento. Scrisse di nuovo su Twitter: “Mattina tranquilla, nessuna voglia della bolgia del centro città”. Poi aprì la porta e uscì, nella bolgia.

In ufficio avevano bloccato Twitter a Facebook, ma aprì Messenger. Tutti i contatti però sembravano occupati o invisibili. Oggi non c’era modo di parlare con nessuno. Diede anche un’occhiata a Skype, che non gli piaceva tanto, ma anche lì la stessa desolazione. Poi passò a controllare l’email. Niente. Né su Gmail, né su Hotmail (il suo vecchio indirizzo) alcuna mail nuova. Forse c’era un problema di server, ma no, non era possibile, Gmail e Hotmail non potevano bloccarsi allo stesso tempo, era statisticamente impossibile. Durante la pausa pranzo si portò il portatile nella libreria della Galleria, dove avevano messo il wireless gratuito. Un’altra occhiata a Facebook, ma ancora nessun commento. Valeva la pena di mandare un sms a Lorenzo: “Tutto ok? non ti ho visto su facebook”. Risposta dopo qualche secondo: “Mi sono collegato solo per poco, ci sentiamo”. Dunque si era collegato, ma forse era rimasto invisibile. Il pomeriggio di nuovo a controllare le email. Non che aspettasse qualcosa di importante, nel suo ufficio la comunicazione era soprattutto cartacea, ma che non ci fosse proprio nessuna mail era curioso. Neanche lo spam, a quel punto avrebbe letto pure quello.

Di ritorno a casa Nando era un po’ nervoso. Si sentiva un po’ isolato. Meno male che la sera c’era sempre un po’ di gente su Facebook. Avrebbe controllato cosa avevano fatto i suoi 102 contatti su Twitter. Mangiò un risotto in busta davanti allo schermo del PC. Situazione scoraggiante su tutti i fronti. Facebook, Messenger, Skype, Gmail chat: non c’era nessuno. Gli venne un sospetto tremendo: che l’avessero bloccato tutti? Che aveva fatto? Che aveva detto? I suoi aggiornamenti erano troppo noiosi?

Con questi enormi dilemmi, Nando si infilò nel suo pigiama. Poteva portarsi i laptop a letto e controllare l’email per altri dieci minuti, ma non ne valeva la pena. Forse era il caso di leggere un libro, ma si accorse che i suoi scaffali erano tremendamente sforniti. Con grande angoscia si accucciò sotto le coperte. Avrebbe voluto avere un’idea per un ultimo, brillante aggiornamento di status, ma non gli veniva in mente niente. La sua immaginazione era blank. E così, deluso e sconfortato, Nando chiuse gli occhi in un buio fitto fitto.

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2 Responses to “L’uomo che Twitter due volte”

  1. Stefano Lucchesi :

    Status di secondo livello: “sto sognando…”"

  2. nico :

    :)

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