L’uomo serio di Joel e Ethan Coen

Era abbastanza chiaro che i Coen fossero tornati in forma, ma con L’uomo serio forse hanno fatto il primo film in cui sono andati veramente oltre il formalismo stilistico per toccare un nervo profondo, esistenziale con cui, a loro modo, si riallacciano alle tematiche di grandi maestri europei come Antonioni e Bergman. L’uomo serio è infatti un film sull’ineffabile significato della vita, sulla difficoltà di leggere il proprio presente e la realtà che ci circonda, sull’ambiguità del reale. E sebbene il tema sia più profondo del solito, il film è caratterizzato da tutti i marchi di fabbrica dei due registi: il grottesco, l’assurdo, il caso, il gusto per l’aneddoto paradossale. Uno potrebbe immaginarsi lo stesso materiale (l’accademico frustrato, con il matrimonio in crisi, in una comunità ebraica di classe media) nelle mani di Woody Allen trasformarsi in una pungente commedia, qui invece il comico diventa prima amaro e alla fine tragico, ma bello.

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